La strategia del bene comune

Perché una rubrica per parlare di etica in comunicazione? 

Potrei rispondere che è proprio perché molti si chiedono a che pro si dovrebbe introdurla fra le competenze professionali messe al servizio dei clienti e addirittura si interrogano su cosa c’entri l’etica con le imprese e la comunicazione. Già questo basterebbe per stabilirne l’urgenza. Ma l’argomento merita approfondimenti e costanti riflessioni, soprattutto nel comparto della comunicazione commerciale e informativa. In questa rubrica, proverò a convincere gli scettici.

La Strategia del Bene ComuneIl pensiero etico in comunicazione va prima capito, assorbito e poi applicato perché riduce gli sprechi, migliora l’utilizzo dell’intelligenza disponibile e aumenta l’efficacia delle azioni promosse. Induce nuove forme di approccio creativo per il fatto stesso di costringere a una costante verifica di correttezza del proprio percorso. Cambia i paradigmi di riferimento. Induce comportamenti corretti, responsabili e attenti “all’altro” che sono grandi portatori sani di vari benefici: benefici reciproci (i famosi win-win), benefici a lungo termine (la fidelizzazione) e benefici costruttivi, capaci cioè di edificare solide basi su cui costruire un percorso di crescita.

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Dobbiamo ancora crescere


dobbiamo ancora crescereChe differenza passa fra, che so, impegnarsi nell’ideare e produrre un pupazzetto da inserire in un ovetto di cioccolato e impegnarsi nel progettare un intervento socialmente utile?

Il primo è considerato un lavoro mentre il secondo no. Uno appartiene alla “produzione di beni” mentre l’altro è la dimostrazione di una forma di cura per l’altro. Di uno va lungamente spiegata l’utilità mentre l’altro è una cristallina evidenza di utilità. Il primo non è legato ad un’esigenza reale, il secondo certamente sì. Uno richiede “pensiero artificiale”, risorse e particolari energie per assumere un senso, l’altro è senza dubbio un atto di buon senso naturale. Continue Reading →

Fiori di Plastica

Cercare di spiegare quanto sia utile l’etica in comunicazione per costruire percorsi di crescita diffusa e contagiosa, richiede un buon carattere e una certa costanza per non farsi prendere dallo sconforto.
Ma quando un tema è utile e necessario (e urgente direi) ne vale la pena.

Sensibilizzare il comparto su questo tema rischia infatti di passare come un “rifiuto della pubblicità”, quando invece si tratta di una semplice critica costruttiva e un fermo invito a lavorare per salvaguardare la reputazione dell’intero settore e di conseguenza anche quello delle aziende committenti che, per inciso, sono quelle che pagano e che dovrebbero quindi pretenderlo.

fiori di plasticaSe la pubblicità ha senso di esistere è perché funziona. Nel bene e nel male. Continue Reading →

La paga del manager

manager e super stipendiLe reazioni e i dibattiti attorno all’annuncio della riduzione degli stipendi dei top manager pubblici, dicono molto, sebbene su scala nazionale, su una delle grandi malattie del nostro capitalismo, e sui suoi paradossi. Senza ripetere la critiche ormai note (e abusate) ai super-stipendi e ai bonus di uscita dati anche a manager pessimi, dovremmo invece criticare i compensi dei manager usando le stesse categorie del mercato e della concorrenza da essi stessi evocate (“è il mercato, bellezza”). Continue Reading →

Come l’innovazione tecnologica può supportare lo sviluppo sostenibile?

Questo post nasce dall’esigenza di argomentare cosa oggi, allo stato attuale del Paese Italia, possiamo definire drivers” per uno sviluppo sostenibile.
Ritengo egregia l’iniziativa del periodico on-line “EconomyUp.it”, risalente a qualche mese fa, di diffondere in occasione di SMAU 2013 una versione cartacea con le 10 parole chiave per lo sviluppo, declinate da 10 campioni del Made in Italy. A prescindere dai nomi dei protagonisti, quello che colpisce è la ricorrenza delle parole “innovazione” e “sostenibilità. Come l’innovazione tecnologica può supportare lo sviluppo sostenibile Continue Reading →

Lo sviluppo sostenibile come risposta alla crisi del nostro Paese

Una delle bibbie del secolo corrente, che vi consiglio di leggere, è Green Marketing Il Manifesto di John Grant. Un libro che, a mio modesto parere, può essere un manuale per apocalittici ed integrati di turno utile a capire di volta in volta se la strategia di marketing che sta seguendo la nostra organizzazione può essere definita “integra” o tendente al greenwashing (tendenza di cui ho già fatto cenno nel mio precedente post).

Articolo sul blog di ethical business di roberta esposito

Fonte: morguefile.com

Il messaggio di questo libro può essere così sintetizzato: la sfida delle organizzazioni che vogliono mantenere una posizione rilevante sul mercato, acquisire consensi e prospettare un futuro di lungo termine è quella di riuscire ad adottare una strategia di sviluppo sostenibile. E questo è sempre più dimostrato dalla cronaca: è notizia recente la consegna del premio “Sviluppo Sostenibile 2013” a Rimini in occasione di Ecomondo, la più accreditata piattaforma per il bacino del Sud Europa e del
Mediterraneo per la valorizzazione e il riuso dei materiali e per la grande industria del futuro. Continue Reading →

Etica nella comunicazione e nel marketing.

Di Pietro Greppi (Ethical advisor – p.greppi@accademiapigreco.it)

“Dei perché l’etica c’entra con le imprese e la comunicazione e del perché introdurla fra le competenze professionali che si mettono al servizio dei clienti worldwide”.

etica nella comunicazione e nel marketing

Comportamenti corretti, responsabili e attenti “all’altro” sono grandi portatori di benefici reciproci (qualcuno li chiama win-win), benefici a lungo termine (da alcuni definiti fidelizzazione) e benefici costruttivi, capaci cioè di edificare basi solide su cui continuare a costruire un percorso e crescere.

Il pensiero etico, quando applicato, Continue Reading →

Comportamenti ed Impresa. L’etica quale fondamento del successo competitivo durevole.

I frequenti scandali cosiddetti economici o finanziari cui le cronache ci hanno tristemente abituato, comportano gravi danni anche di natura sociale, sui molteplici stakeholders, ed impongono che il tema del contrasto ai fenomeni di corruzione e di frode – interna ed esterna all’azienda – siano trattati in modo rigoroso mediante attente e meticolose politiche di contrasto.

In effetti, attendere l’azione della magistratura, oltre a snaturare il senso del “libero mercato”, non consente di salvaguardare le aziende e, soprattutto, di mitigare i danni a carico delle inconsapevoli terze parti (si pensi, ad esempio, ai dipendenti, ai fornitori etc.)

management etico

In effetti, oramai da molti anni, i Paesi ad economica avanzata (e non solo) hanno legiferato in materia di anticorruzione ed il filo conduttore della produzione normativa vede quale baricentro la concorrenza, in termini di responsabilità, sia delle persone fisiche che delle aziende.

Il presupposto è che dietro una corruttela ci possa sempre tratteggiare Continue Reading →

Un nuovo codice etico per i manager

Abbiamo creato un management ingiusto e strutturalmente squilibrato, segnato dal divario amplissimo tra le retribuzioni dei capi e quelle dei loro impiegati. La soluzione per uscirne? Un “Giuramento di Ippocrate” che induca le imprese a difendere i comportamenti etici, sanzionando furbi e disonesti.

codice etico per i manager

 

“Io credo sia socialmente e moralmente imperdonabile quando i manager riservano enormi profitti per sé mentre licenziano gli operai. Come società, noi pagheremo un prezzo pesante per il disprezzo che questo costume indurrà fra i middle manager e gli operai”. Sono parole scritte da Peter Drucker, certamente il più grande degli economisti d’impresa del XX° secolo, giusto dieci anni fa.
Se vogliamo che la nostra società sia socialmente sostenibile dobbiamo partire da qui. E risolvere il problema di un management che può agire all’interno della legalità ma al di fuori dell’etica. Per fare questo, occorre prima di tutto che riconosciamo di avere violato, in questi anni, il principio base di legittimazione della libera impresa: Continue Reading →

L’etica in azienda: la consapevolezza imprenditoriale

Per poter diventare azienda leader nel mercato è fondamentale partire da una buona organizzazione interna e da un equilibrato rapporto con i propri collaboratori

etica aziendale_ethical business

Chiunque abbia un’attività commerciale o gestisca un’azienda sa bene che questa crisi ha amplificato il rischio di ricevere insoluti o addirittura di essere vittime di vere e proprie truffe da parte di clienti e fornitori senza scrupoli. Eppure negli ultimi anni è cresciuto notevolmente il numero di imprese che affermano di fare dell’etica aziendale il loro presupposto fondamentale. Se questo da una parte fa loro onore, dall’altra sarebbe utile comprendere cosa intendono quando fanno un’affermazione così importante.

Da un sondaggio fatto presso un campione rappresentativo di aziende del nord Italia è emerso che per etica aziendale si intende spesso la volontà di relazionarsi in maniera professionale e corretta con i clienti. Non tutti contemplavano i fornitori. Quasi nessuno i propri collaboratori. Questa è solo la più evidente delle anomalie, poiché se si vuole dare realmente un buon servizio ai propri clienti è impensabile farlo senza il pieno coinvolgimento dei fornitori e, soprattutto, delle persone che lavorano all’interno dell’azienda. In questo modo l’etica tanto sbandierata su brochure e siti internet diventa una parola vuota e spesso contraddittoria rispetto alla realtà dei fatti.

Vediamo perché, con un semplice esempio: Continue Reading →