Interrompere è da maleducati!

interrompere è da maleducati

Fonte: aforisticamente.com

Sappiamo quanto sia fastidioso essere interrotti mentre si fa o si segue un discorso. Che sia un rumore o un’altra persona che lo fa, è sempre oggettivamente irritante.
Quindi come la mettiamo con la pubblicità televisiva? Proviamo a riflettere, come qui invito sempre a fare, su quante ricerche, sondaggi e tentativi creativi si facciano costantemente fra addetti ai lavori con l’obiettivo di migliorare l’efficienza degli investimenti pubblicitari. Ma non si mette mai davvero mano al “modello lego” con cui si ordinano e distribuiscono i mattoncini da 30 secondi (prevalentemente) nell’arco delle 24 ore di programmazione. Incontri, riunioni, convegni, raccolta di risultati…
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Confusione di sentimenti

Sarà il clima, ma la confusione dilaga nel mestiere dei creativi dell’ADV. E sospetto che anche quando il clima cambierà non sarà molto diverso. Una confusione colpevole, immensa ed evidente è nelle parole e nei messaggi che i moderni creativi utilizzano sempre più spesso nelle campConfusione di Sentimenti agne profumatamente pagate dai loro committenti. Messaggi e parole che meriterebbero tutt’altra attenzione, contesto e delicatezza, vengono buttati lì e giustificati o spacciati per iperboli, ironia e metafore che alla fine assumono significati ridicoli, insulsi, stupidi, fuori luogo e tutt’altro che ironici, diventando offensivi per l’intelligenza dello spettatore. Continue Reading →

La strategia del bene comune

Perché una rubrica per parlare di etica in comunicazione? 

Potrei rispondere che è proprio perché molti si chiedono a che pro si dovrebbe introdurla fra le competenze professionali messe al servizio dei clienti e addirittura si interrogano su cosa c’entri l’etica con le imprese e la comunicazione. Già questo basterebbe per stabilirne l’urgenza. Ma l’argomento merita approfondimenti e costanti riflessioni, soprattutto nel comparto della comunicazione commerciale e informativa. In questa rubrica, proverò a convincere gli scettici.

La Strategia del Bene ComuneIl pensiero etico in comunicazione va prima capito, assorbito e poi applicato perché riduce gli sprechi, migliora l’utilizzo dell’intelligenza disponibile e aumenta l’efficacia delle azioni promosse. Induce nuove forme di approccio creativo per il fatto stesso di costringere a una costante verifica di correttezza del proprio percorso. Cambia i paradigmi di riferimento. Induce comportamenti corretti, responsabili e attenti “all’altro” che sono grandi portatori sani di vari benefici: benefici reciproci (i famosi win-win), benefici a lungo termine (la fidelizzazione) e benefici costruttivi, capaci cioè di edificare solide basi su cui costruire un percorso di crescita.

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Dobbiamo ancora crescere


dobbiamo ancora crescereChe differenza passa fra, che so, impegnarsi nell’ideare e produrre un pupazzetto da inserire in un ovetto di cioccolato e impegnarsi nel progettare un intervento socialmente utile?

Il primo è considerato un lavoro mentre il secondo no. Uno appartiene alla “produzione di beni” mentre l’altro è la dimostrazione di una forma di cura per l’altro. Di uno va lungamente spiegata l’utilità mentre l’altro è una cristallina evidenza di utilità. Il primo non è legato ad un’esigenza reale, il secondo certamente sì. Uno richiede “pensiero artificiale”, risorse e particolari energie per assumere un senso, l’altro è senza dubbio un atto di buon senso naturale. Continue Reading →

“Stupido è chi lo stupido fa” (Forrest Gump).

Secondo la mia personale e professionale visione dell’etica applicata alla comunicazione, anche produrre e dire cose stupide non è etico perché manca di rispetto a tutti, inclusi gli autori (la spiazzante logica dello stupido è ben descritta da Mario Cipolla in “Allegro ma non troppo” – Ed. Sellerio). E di cose stupide ahimè se ne vedono tante. Tutto sta nel riconoscerle, ma è difficile separarle dalle persone che gli hanno dato vita. Sono un tutt’uno indissolubile. Nel caso di una pubblicità, o di una qualunque altra forma di comunicazione stupida, questo tutt’uno diventa un’ameba che avvolge in sé -inspiegabilmente- anche tutti coloro che ne approvano la realizzazione e la diffusione. etica nella comunicazione e pubblicitàE quando questo accade, l’ameba ha purtroppo il potere di inglobare in sé anche coloro che ne assorbono lo squallore, cosicché la stupidità di origine invade la Marca e la sua reputazione. Eppure accade perché dipende dalle persone. La dimensione delle cose inspiegabili e stupide che popolano la comunicazione commerciale, è palese se la si osserva lateralmente. Continue Reading →

Fiori di Plastica

Cercare di spiegare quanto sia utile l’etica in comunicazione per costruire percorsi di crescita diffusa e contagiosa, richiede un buon carattere e una certa costanza per non farsi prendere dallo sconforto.
Ma quando un tema è utile e necessario (e urgente direi) ne vale la pena.

Sensibilizzare il comparto su questo tema rischia infatti di passare come un “rifiuto della pubblicità”, quando invece si tratta di una semplice critica costruttiva e un fermo invito a lavorare per salvaguardare la reputazione dell’intero settore e di conseguenza anche quello delle aziende committenti che, per inciso, sono quelle che pagano e che dovrebbero quindi pretenderlo.

fiori di plasticaSe la pubblicità ha senso di esistere è perché funziona. Nel bene e nel male. Continue Reading →

Internet e libertà d’espressione

Stati Uniti ed Unione Europea incentivano la libertà in Rete. Ma in Italia il web non è visto di buon occhio dalle istituzioni.

libertà di espressione su internet e social networkLibertà d’espressione e Internet sembra essere un binomio inscindibile. O almeno così dovrebbe essere. In effetti, è da quando il web – così come lo conosciamo noi – ha esordito negli anni ’90 che il globo intero inneggia allo “strumento più libero e democratico che c’è”. Ma sarà vero? Continue Reading →

Come l’innovazione tecnologica può supportare lo sviluppo sostenibile?

Questo post nasce dall’esigenza di argomentare cosa oggi, allo stato attuale del Paese Italia, possiamo definire drivers” per uno sviluppo sostenibile.
Ritengo egregia l’iniziativa del periodico on-line “EconomyUp.it”, risalente a qualche mese fa, di diffondere in occasione di SMAU 2013 una versione cartacea con le 10 parole chiave per lo sviluppo, declinate da 10 campioni del Made in Italy. A prescindere dai nomi dei protagonisti, quello che colpisce è la ricorrenza delle parole “innovazione” e “sostenibilità. Come l’innovazione tecnologica può supportare lo sviluppo sostenibile Continue Reading →