La strategia del bene comune

Perché una rubrica per parlare di etica in comunicazione? 

Potrei rispondere che è proprio perché molti si chiedono a che pro si dovrebbe introdurla fra le competenze professionali messe al servizio dei clienti e addirittura si interrogano su cosa c’entri l’etica con le imprese e la comunicazione. Già questo basterebbe per stabilirne l’urgenza. Ma l’argomento merita approfondimenti e costanti riflessioni, soprattutto nel comparto della comunicazione commerciale e informativa. In questa rubrica, proverò a convincere gli scettici.

La Strategia del Bene ComuneIl pensiero etico in comunicazione va prima capito, assorbito e poi applicato perché riduce gli sprechi, migliora l’utilizzo dell’intelligenza disponibile e aumenta l’efficacia delle azioni promosse. Induce nuove forme di approccio creativo per il fatto stesso di costringere a una costante verifica di correttezza del proprio percorso. Cambia i paradigmi di riferimento. Induce comportamenti corretti, responsabili e attenti “all’altro” che sono grandi portatori sani di vari benefici: benefici reciproci (i famosi win-win), benefici a lungo termine (la fidelizzazione) e benefici costruttivi, capaci cioè di edificare solide basi su cui costruire un percorso di crescita.

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“Stupido è chi lo stupido fa” (Forrest Gump).

Secondo la mia personale e professionale visione dell’etica applicata alla comunicazione, anche produrre e dire cose stupide non è etico perché manca di rispetto a tutti, inclusi gli autori (la spiazzante logica dello stupido è ben descritta da Mario Cipolla in “Allegro ma non troppo” – Ed. Sellerio). E di cose stupide ahimè se ne vedono tante. Tutto sta nel riconoscerle, ma è difficile separarle dalle persone che gli hanno dato vita. Sono un tutt’uno indissolubile. Nel caso di una pubblicità, o di una qualunque altra forma di comunicazione stupida, questo tutt’uno diventa un’ameba che avvolge in sé -inspiegabilmente- anche tutti coloro che ne approvano la realizzazione e la diffusione. etica nella comunicazione e pubblicitàE quando questo accade, l’ameba ha purtroppo il potere di inglobare in sé anche coloro che ne assorbono lo squallore, cosicché la stupidità di origine invade la Marca e la sua reputazione. Eppure accade perché dipende dalle persone. La dimensione delle cose inspiegabili e stupide che popolano la comunicazione commerciale, è palese se la si osserva lateralmente. Continue Reading →

Perché la Sostenibilità non è solo una moda

Nel giro di pochi anni nell’imprenditoria – grande e piccola che sia – riscontriamo una comunicazione che sottolinea il comportamento sostenibile in tutti i momenti dell’attività di business, dalla produzione/sviluppo alla commercializzazione/erogazione del bene/servizio.
Il fatto che anche il piccolo esercizio sotto casa che prepara e vende gelati desideri far presente al consumatore che “da sempre seleziona i primi frutti, solo frutti di stagione o esportati direttamente dal paese d’origine” e che “mai e poi mai saranno utilizzati conservanti, oli e grassi vegetali” ci fa giungere alla conclusione che avere successo sul mercato – nazionale o locale che sia – passa attraverso la scelta di un atteggiamento sostenibile.
Questo post nasce dalla consapevolezza che non tutto ciò che è comunicato corrisponda a verità e che, soprattutto il consumatore medio, non ha gli strumenti per verificare realmente ciò che il “gelataio” di turno pubblicizza.

perchè la sostenibilità non è solo una moda-ethical business-roberta espositoSapete la cosa che sconcerta di più? Che questi piccoli/grandi imprenditori credano realmente che il Cliente si fermi all’apparenza delle cose. Un gelataio, da sempre – a prescindere dal momento storico in cui ha scelto di aprire un’attività -, dovrebbe mantenere dei comportamenti sostenibili nel rispetto della comunità di riferimento. Continue Reading →

Il marketing del passaparola

Il passaparola è lo strumento di persuasione più efficace, sia in politica che in ambito commerciale: i trucchi del mestiere raccolti in un libro.

il passaparola nel marketing ethical business

I segreti del passaparola

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I segreti del passaparola. Non è una novità: fin dagli anni ’40 le ricerche sul comportamento elettorale evidenziavano come l’influenza dei media non sia determinante quanto quella delle persone vicine giudicate attente e informate: diventando leader d’opinione, finiscono per svolgere una funzione di mediazione tra mezzi di comunicazione e pubblico.

Da qui la conclusione sul potere delle relazioni interpersonali: tutti abbiamo bisogno di verificare se le nostre opinioni sono giuste o sbagliate ma, non esistendo criteri oggettivi di giudizio, è solo confrontando le nostre idee che possiamo effettuare questa valutazione. Continue Reading →