Etica e politica

Le cinque maniere di giustifìcare il divario fra morale comune e condotta politica. I termini e i confini della questione morale, e la sua rilevanza nell’Italia di oggi

 

Come si pone il problema

I discorsi sempre più frequenti che si fanno da qualche anno nel nostro paese sulla questione morale ripropongono il vecchio tema del rapporto fra morale e politica. Vecchio tema e sempre nuovo, perché non vi è questione morale in qualsiasi campo venga proposta che abbia mai trovato una soluzione definitiva. Sebbene più celebre per l’antichità del dibattito, l’autorità degli scrittori che vi hanno partecipato,

Etica e Politica

la varietà degli argomenti addotti, l’importanza del soggetto, il problema del rapporto fra morale e politica non è diverso dal problema del rapporto fra la morale e tutte le altre attività dell’uomo, per cui si parla abitualmente di un’etica dei rapporti economici, o, com’è accaduto spesso in questi anni, del mercato, di un’etica sessuale, di un’etica medica, di un’etica sportiva e via dicendo. Si tratta in tutte queste diverse sfere dell’attività umana sempre dello stesso problema: la distinzione fra ciò che è moralmente lecito e ciò che è moralmente illecito.

Il problema dei rapporti fra etica e politica è più grave in quanto l’esperienza storica ha mostrato, almeno sin dal contrasto che contrappose Antigone a Creonte, e il senso comune sembra pacificamente aver accettato, che l’uomo politico possa comportarsi in modo difforme dalla morale comune, che ciò che è illecito in morale possa essere considerato e apprezzato come lecito in politica, insomma che la politica ubbidisca a un codice di regole, o sistema normativo, differente da, e in parte incompatibile con, il codice, o il sistema normativo, della condotta morale. Quando Machiavelli attribuisce a Cosimo de’ Medici (e sembra approvare) il detto che gli Stati non si governano coi pater noster in mano, mostra di ritenere, e dà per scontato, che l’uomo politico non possa svolgere la propria azione seguendo i precetti della morale dominante, che in una società cristiana coincide con la morale evangelica. Per venire ai giorni nostri, in un ben noto dramma, Les mains sales, Jean Paul Sartre sostiene, o meglio fa sostenere a uno dei suoi personaggi, la tesi che chi svolge un’attività politica non può fare a meno di sporcarsi le mani (di fango o anche di sangue).
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Economia ed etica. Un binomio per uscire dalla crisi

 La crisi economica che ha travolto gli Stati Uniti d’America e l’Europa, ha smascherato una parte del sistema capitalista che ha fatto del non rispetto delle regole una delle sue bandiere. Nei mercati finanziari mondiali pochi si sono arricchiti a danno di molti.

etica ed economia un binomio per uscire dalla crisi

La finanza creativa ha generato un benessere fittizio sfociato nella crisi dei mutuisubprime, che per effetto della globalizzazione si è diffusa a macchia d’olio in tutto il mondo. In questa situazione sono diversi gli studiosi che stanno cercando di trovare una via d’uscita alla crisi economica e molti di loro hanno riscoperto una parola che le politiche liberiste avevano messo da parte: etica. Un termine, a mio modo di vedere, che deve camminare di pari passo con l’economia se si vuole uscire da questo tunnel.

Etica ed economia devono tornare a collaborare e a completarsi a vicenda. Non c’è niente di nuovo in questa ricetta. Occorre soltanto ricordare com’è nata l’economia e come, con il trascorrere dei secoli, la sua funzione è degenerata quando si è allontanata ed affrancata dalla filosofia e dall’etica.

Gli esperti evidenziano tre fasi in questo rapporto: Continue Reading →